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Il Gorgonzola,
prodotto a denominazione di origine protetta dal 1955, è senza dubbio un
formaggio particolarmente degno di nota. Simile, nelle sue caratteristiche,
al Roquefort francese ad allo Stilton inglese il Gorgonzola prese il suo
nome attuale intorno agli inizi del Novecento quando, per distinguerlo dal
termine più comune di Stracchino, gli venne dato il nome dell’omonima
cittadina lombarda, importante centro di smercio.
La leggenda vuole che questo squisito formaggio sia frutto niente meno che
di una distrazione umana. La storia del gorgonzola narra di un casaro
innamorato che, per correre ad un appuntamento con la sua amata, dimenticò,
per un intera notte, una cagliata nel fondo della caldaia. L’indomani,
accortosi dell’errore commesso, cercò di rimediare mescolando la vecchia
cagliata con quella fresca. Dopo qualche mese, quando la stagionatura era
terminata, si accorse che le forme si presentavano, al loro interno, ricche
di pieghe e fessure e con una specie di muffa verdastra. Si può facilmente
comprendere lo stato d’animo del casaro distratto, tuttavia quando assaggiò
una di queste forme capì di avere involontariamente dato origine a qualcosa
di nuovo e dal sapore eccezionale. Era stata scoperta così l’erborinatura
(termine che deriva dal lombardo erburìn ossia prezzemolo per il colore
verde) dovuta al fatto che la cagliata della sera prima, ormai acidificata,
non si amalgama con quella fresca lasciando così nella pasta degli spazi
vuoti dove penetrano le muffe.
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