Gli animali

Nella Fattoria Lucciano si alleva secondo i criteri della zootecnia biologica una mandria di circa 140 bovini di Razza Bruna.

Sono animali che vivono in un ambiente idoneo, dove potendo esprimere il proprio comportamento naturale, si ammalano molto raramente e forniscono latte per i formaggi e carne di primissima qualità, nutritiva e organolettica.

Ecco alcuni tra i motivi che assicurano un’ottima salute alla mandria (INFO).

Sia che si trovino allo scoperto o al riparo, di giorno o di notte sono liberi di muoversi, mangiare, bere, dormire. Lungo tutto l’arco della vita, mangiano quasi esclusivamente alimenti biologici prodotti in Azienda.

Le vacche escono sempre al pascolo, anche nei periodi in cui l’erba è pochissima, perché muoversi è un’importantissima ginnastica funzionale e non a caso, le vacche della Fattoria Lucciano partoriscono quasi sempre da sole: sono già preparate perché stanno sempre fuori, si muovono.

Nella Fattoria Lucciano una vacca è in produzione anche fino a 15 anni,perché agli animali viene evitato qualsiasi stress, condizione indispensabile per il loro e il nostro benessere.

I bovini allevati nella Fattoria Lucciano appartengono alla Razza Bruna, animali dalla triplice attitudine: da lavoro, latte e carne.

La Bruna è un animale molto robusto e versatile; vive bene anche in territori dal clima estremo e opposto come i pascoli alpini a 3000 metri di altitudine e le aree semi desertiche del Salento (Puglia) e della Sicilia.

Nel territorio dove sorge l’azienda, le favorevoli condizioni ambientali e il tipo di allevamento praticato, consentono agli animali di vivere in ottima salute esaltando così la preziosa caratteristica delle vacche di essere produttrici di un latte qualitativamente superiore e particolarmente adatto alla caseificazione. 

E’ un latte che presenta un tenore di grassi del 5,27% e di proteine del 3,73%, come da scheda del controllo dell’Associazione Italiana Allevatori effettuato il gennaio 2002.

La mandria è costituita da 135-150 animali, a seconda dei periodi, tra rimonta, vitelloni e manze da macello.

Dalla nascita fino all’età di 6-7 mesi i vitelli, maschi e femmine vengono nutriti con il latte delle proprie madri. Ogni vitello, per 5-6 mesi, riceve il latte individualmente con il biberon personale; poi per 1-2 mesi alla porzione di latte si uniscono della crusca e del farinaccio, ottenendo una specie di pappone che gli animali assumono direttamente nella mangiatoia: è la fase dello svezzamento.

Fin dal primo giorno di vita, inoltre, i nuovi nati hanno a disposizione dell’ottimo fieno di primo taglio, che pian piano iniziano a stuzzicare, seguendo il ritmo e le attitudini naturali.

La disponibilità di buon fieno è indispensabile per la formazione del rumine.

Il latte dato giornalmente ai vitelli e vitelle è pari al 50% del totale munto dalle madri.

L’altra metà del latte prende la strada del caseificio dove viene trasformato in formaggio.

Completato lo svezzamento i giovani bovini vengono separati: da una parte le vitelle destinate alla produzione del latte, dall’altra quelle in eccedenza e tutti i vitelli maschi destinati alla macellazione all’età di due anni.

Le vitelle destinate alla produzione di latte e alla riproduzione all’età di 20 - 24 mesi vengono inseminate.

Trascorsi i 9 mesi della gravidanza, partoriscono e iniziano il ciclo produttivo del latte, che dura circa 300 giorni. Nel periodo di 60-70 giorni che intercorre tra l’ultima mungitura e il nuovo parto le vacche sono in asciutta, ovvero hanno terminato la lattazione.

 

 


Gli animali, lungo tutto l’arco della vita, mangiano quasi esclusivamente alimenti prodotti in Azienda ad eccezione di piccole quantità di crusca e di farinaccio, pari a circa il 5% del fabbisogno alimentare dell’intera mandria.

Ci sono i foraggi freschi, particolarmente ricchi di vitamine, gli insilati (siloerba se di erba e silomais se di mais) e i foraggi conservati, essiccati come il fieno.

Con la granella di orzo e di piselli si producono i concentrati, utilizzati per il finissaggio degli animali da carne, cioè l’ultimo stadio dell’ingrasso.

Usufruiscono di questa integrazione proteico energetica a base di granaglie schiacciate anche quelle vacche che, rispetto alla media, tendono a produrre più latte; di conseguenza, in particolare nei giorni successivi al parto quando la lattazione è massima, la razione base viene integrata con i concentrati.

La crusca e il farinaccio miscelati con il primo siero, sostanza dal ricco corredo nutritivo (sieroproteine, sali minerali, vitamine,…) sono gli ingredienti di una nutriente pietanza consumata dalle vacche in lattazione.

In tal modo il siero, che non è impiegato per la produzione della ricotta perché i consumatori preferiscono di gran lunga quella prodotta con il siero di latte di pecora, non diviene un ingombrante rifiuto della lavorazione dei formaggi bensì viene recuperato e utilizzato in modo ottimale nell’organizzazione aziendale.

 


La giornata delle vacche inizia con la mungitura, verso le 6 - 6 ½; al ritorno in stalla, prima di andare al pascolo, mangiano del fieno secco per accedere al pascolo con qualcosa nello stomaco: il fieno funge da tampone e la sua fibra lunga mette al lavoro il rumine.

I pascoli, la cui superficie ammonta a circa 30 ettari, circondano la stalla in modo che gli animali vi abbiano libero accesso: è sufficiente aprire un cancello e le vacche possono andare e venire dal pascolo come vogliono, senza bisogno che qualcuno le accompagni.

A sera, dopo aver trascorso tutta la giornata fuori rientrano recandosi direttamente nella sala della mungitura. Vi accedono praticamente da sole: conoscono la strada e sanno cosa si deve fare. E’ un‘operazione molto tranquilla!

Terminata la mungitura è l’ora del pasto serale che è stato preparato nel carro miscelatore, un piatto unico con i vari nutrienti bilanciati (proteine, carboidrati, fibre, ….), uguale per tutta la mandria.

L’alimentazione delle vacche varia nella proporzione delle componenti con le stagioni. In primavera quando la disponibilità di erba è maggiore si riduce la quota degli alimenti preparati mentre in inverno accade il contrario.

Al termine del pasto comune viene fornita agli animali che ne hanno bisogno ( ad esempio le vacche più produttive) un’integrazione con siero, crusca e farinaccio o lo schiacciato di orzo e piselli.

Le vacche escono sempre al pascolo, anche nei periodi in cui l’erba è pochissima, perché muoversi è un’importantissima ginnastica funzionale e non a caso, le vacche della Fattoria Lucciano partoriscono quasi sempre da sole: sono già preparate perché stanno sempre fuori, si muovono.

La stalla è aperta e l’accesso alle mangiatoie è libero; durante la notte, nel paddock, le vacche sono libere di mangiare, bere, dormire. Se hanno fame vanno in mangiatoia, se hanno sonno si recano in sala riposo, se hanno sete vanno ad abbeverarsi. Sistemate sopra la lettiera, se desiderano dormire riparate c’è la tettoia, altrimenti, riposano sotto le stelle.

Della mandria, accedono ai pascoli le vacche, anche quelle prossime al parto se le condizioni meteorologiche lo consentono, e le manze al seguito delle tranquille vacche più grandi.

I bovini rimanenti vivono liberi negli ampi spazi del paddok: se lasciati nei pascoli, i piccoli e i vitelloni destinati all’ingrasso risulterebbero ingovernabili.

La mandria della Fattoria Lucciano è in “ottimissima” salute.

Lo dimostra l’ammontare delle spese veterinarie che per i circa 140 bovini, nell’anno 2001, ha superato di poco i 500 Euro! Com’è possibile?

Innanzitutto perché gli animali vivono in un ambiente idoneo per la loro salute, dove possono esprimere il proprio comportamento naturale.

Vengono nutriti correttamente per tutta la vita, già dalla nascita. Fino al settimo mese il loro cibo è costituito dal latte delle madri e questo fa sì che assumano anticorpi, vitamine e tutte le numerose e preziose sostanze nutritive presenti nel latte materno: un corredo protettivo che li accompagnerà per tutta la vita!

Sia che si trovino allo scoperto o al riparo, di giorno o di notte sono liberi di muoversi, mangiare, bere, dormire.

Un'altra ragione si trova nella pratica aziendale di far partorire le femmine più tardi rispetto a quanto avviene nelle stalle convenzionali: questo sia perché l’animale è più formato, robusto, sia perché tutto il sistema di allevamento è diverso.

Si pensi che nella Fattoria Lucciano una vacca è in produzione anche fino a 15 anni mentre in un allevamento convenzionale rimangono in attività, a causa dell’intenso sfruttamento dell’animale, in media 5 anni.

Questo perché, ad esempio, si vuole ottenere da un animale in 3 anni ciò che naturalmente fornirebbe in 6-7.

Per garantire il benessere degli animali è indispensabile evitare qualsiasi stress.

Le vacche della Fattoria Lucciano (tutti animali di alta genealogia) presentano un potenziale genetico per cui potrebbero tranquillamente produrre 100 quintali di latte all’anno, ma Ovidio, con cuore e intelligenza, si ferma a 60!

E le vacche amorevolmente rispondono con un latte che contiene ogni 100g ben 5,27g di Grassi e 3,73g di Proteine!

Alimentazione Biologica, miglior gusto e valore nutritivo e più alto.